Con il nastro rosa

101 COSE DA FARE IN CALABRIA ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

settembre 15, 2009 · Lascia un commento

  1. Sfidare la Salerno-Reggio Calabria
  2. Risvegliare l’eros con il peperoncino
  3. Andare a un appuntamento dopo aver mangiato la cipolla rossa di Tropea
  4. Assistere a un concerto di Domenico “la pulce” (Micu u Pulici)
  5. Percorrere il chilometro più bello d’Italia (cit. Gabriele D’Annunzio) a Reggio Calabria
  6. Ubriacarsi a Brattirò avvistando le stelle comete
  7. Catturare uno spiritello per diventare ricco
  8. Cercare in Aspromonte i pastori di Corrado Alvaro
  9. Vedere il volto di John Kennedy in una chiesetta di tufo
  10. Andare a caccia di tartufi tra le gelaterie di Pizzo
  11. Bere un caffè gasato sognando il Brasile
  12. Imparare i segreti di una distilleria
  13. Provare a farsi confezionare un dolce lungo 520 metri
  14. Timbrare con il mento la propria ammissione alla Congrega del Morzello
  15. Assistere all’esplosione di un panino gigante
  16. Scansare i cavalli al Palio di Ribusa
  17. Arrossire davanti ai Bronzi di Riace
  18. Passeggiare nella città del sole con il filosofo Tommaso Campanella
  19. Pescare sulle misteriose Insule Oenotrides di Omero
  20. Avvistare le tartarughe Caretta Caretta
  21. Innamorarsi di una sirena a Scilla
  22. Transitare lungo il dodicesimo percorso di Ulisse
  23. Pensare a Ladyhawke e Rutger Hauer
  24. Salire sul Monte Botte Donato e sentirsi l’eroe dei due mari
  25. Salire sul monte (Cippo Garibaldi) dove Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba…
  26. Sentire il profumo dell’oro verde (bergamotto)
  27. Praticare il bird-watching nell’Oasi del Lago dell’Angitola
  28. Percorrere la striscia di terra più stretta d’Italia (Istmo di Catanzaro)
  29. Avventurarsi tra le Caldaie del latte dove si nutriva un drago
  30. Avvistare un capovaccaio
  31. Scoprire a Palmi una pianta di ulivo in mezzo al mare
  32. Pescare dal balcone a Chianalea di Scilla
  33. Imparare l’Occitano a Guardia Piemontese
  34. Trascorrere una giornata alle terme tra zolfo e malie
  35. Osservare i fondali marini a bordo di un battello a fondo trasparente
  36. Dimenticare il mare facendo rafting sul fiume Lao
  37. Ritrovarsi smarriti in una selva oscura di corallo nero (la più grande del mondo)
  38. Salvare l’albero più grande d’Italia
  39. Diventare un gigante per un giorno
  40. Ballare la Viddaneddha per corteggiare una ragazza
  41. Partecipare a una battuta di caccia alla volpe
  42. Passeggiare per Crotone ascoltando Rino Gaetano
  43. Farsi una settimana bianca in Sila
  44. Assistere a una cerimonia di fidanzamento
  45. Rubare frutta  ai bordi delle strade
  46. Scannare il porco
  47. Aver paura di innamorarsi troppo di notte a Tropea
  48. Mangiare la ‘nduja alla Notte Rossa
  49. Visitare il Museo della liquirizia
  50. Baciarsi nelle Grotte degli Sbandati a Zungri
  51. Visitare il Parco archeologico di Sibari
  52. Partecipare all’affruntata
  53. Assistere in silenzio alla processione degli Spinati a San Rocco
  54. Assistere all’apparizione della Fata Morgana e vedere Messina capovolta
  55. Dichiarare il proprio amore alla donna amata con il rito dello “cippitinnau”
  56. Imbucarsi a un ricevimento nuziale
  57. Camminare sulla scacchiera del primo campione di scacchi “d’Europa e del Nuovo Mondo”
  58. Visitare la sede del Movimento “Ammazzateci Tutti” a Locri
  59. Fare il bagno ai piedi della Cascate del Marmarico
  60. Farsi una foto accanto all’unico lavoratore di Catanzaro
  61. Suonare uno zufolo in canna a Platì
  62. Incontrare un lupo mannaro nelle notti di luna nuova
  63. Festeggiare il carnevale più antico della Calabria a Castrovillari
  64. Farsi fare il malocchio
  65. Giocare a nascondino tra le Pietre dell’Aspromonte
  66. Seguire il corso delle fiumare
  67. Farsi una spremuta di clementine a Sibari
  68. Sentirsi come Harry Potter tra gli Alberi Serpenti del Parco del Pollino
  69. Rifarsi gli occhi con l’arte bizantina
  70. Mescolarsi alla vita universitaria di Rende
  71. Verificare se Giuseppe Verdi comprò veramente un violino dai liutai di Bisignano
  72. Presentarsi a una grigliata con una bottiglia di Cirò
  73. Ascoltare una Fràssia a San Giovanni in Fiore
  74. Prendere parte ad un’esplorazione speleologica a Papasidero
  75. Parlar di cateti e ipotenuse in Piazza Pitagora
  76. Visitare l’abbazia fondata da Gioacchino da Fiore
  77. Ascoltare grande jazz nel castello di Roccella Jonica
  78. Godersi il tramonto dal faro di Capo Vaticano
  79. Veder fumare lo Stromboli
  80. Acquistare una ceramica a Seminara
  81. Seguire le tracce del brigante Nino Martino
  82. Pedalare sul tetto della Sila
  83. Visitare la città del Cavaliere Calabrese
  84. Aguzzare la vista sulle miniature purpuree di Rossano
  85. Peccare di gola con i fichi secchi farciti
  86. Contemplare la singolare bellezza delle donne di Parghelia
  87. Fare la spesa in una putica
  88. Rileggere Il mestiere di vivere di Cesare Pavese sulla spiaggia di Brancaleone
  89. Affittare una casa nella città dei Murales
  90. Perdere la cognizione del tempo nella Firenze del Sud
  91. Venire imprigionati in una danza albanese
  92. Oltrepassare il Ponte del Diavolo
  93. Ammirare la cupola maiolicata della Collegiata della Maddalena
  94. Ballare in una discoteca di Soverato
  95. Andare a funghi
  96. Affrontare lo struscio nel corso di Tropea
  97. Viaggiare in treno in compagnia di emigranti
  98. Assaggiare melanzane ripiene in spiaggia
  99. Cercare la locanda dove alloggiò Alexandre Dumas
  100. Navigare lungo la costa degli dei
  101. Scoprire dove finisce la Calabria

© Francesco Marchetti

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L’estate che perdemmo di Dio

giugno 10, 2009 · Lascia un commento

L'estate che perdemmo di Dio
Leggi la recensione de L’estate che perdemmo di Dio di Rosella Postorino su Wuz.it

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Dove dormire a Milano

giugno 3, 2009 · Lascia un commento

Lunedì sera, 22:00 circa, passeggiavo per Milano con alcuni amici. In Largo Gemelli, quello dell’Università Cattolica, ci blocca un ragazzo con lo zaino. In un italiano incerto ci chiede informazioni. Viene dallo Sri Lanka e cerca un centro di accoglienza dove passare la notte. Qualcuno gli ha indicato la zona di S. Ambrogio. Telefoniamo a un nostro amico che sappiamo a casa, perché possa cercare su internet i dormitori presenti a Milano. Non sappiamo dove si trovi la Caritas, chiediamo anche quello. Ci da degli indirizzi. Il più vicino è quello di Piazza Santo Stefano. Nel frattempo il ragazzo con lo zaino ci racconta che due giorni fa era in Sicilia e tramite autostop ha raggiunto Milano nella speranza di trovare un lavoro. Non ha il permesso di soggiorno. Non ha soldi. Infatti non si può permettere l’ostello. Lo invitiamo a seguirci verso la Basilica di S.Ambrogio. A fianco dell’edificio universitario c’è la casa del sacerdote. C’è un citofono. Otto pulsanti. Li suono tutti, uno dopo l’altro. Vedo una luce accesa e questo mi convince a continuare. Finalmente qualcuno ci risponde e gli spieghiamo tutto. Nel frattempo arriva un automobile. Alla guida c’è un altro sacerdote di ritorno, come poi sapremo, da un giro nella periferia sud di Milano. In breve scopriamo che il centro Caritas vicino piazzetta Santo Stefano è costituito da uffici, vista l’ora chiusi. In via Piave c’è una mensa e basta. Lì in S. Ambrogio c’è un centro d’ascolto, ma di spazi per dormire nemmeno l’ombra. Il sacerdote si caccia dieci euro dal portafogli e consiglia al ragazzo l’ostello. Gli regala un’informazione utile: il giorno successivo si riunisce vicino Lanza la comunità dello Sri Lanka. È l’unica soluzione praticabile. Azzardo un “ma qui una stanza non c’è?” ma ottengo una risposta negativa. Io e miei amici accompagniamo il ragazzo alla metro, gli compriamo i biglietti, gli lasciamo dei soldi in più e gli auguriamo buona fortuna. Di tutto questo mi è rimasta l’idea che IO non ho il coraggio di ospitare l’ALTRO. Che MILANO non è messa benissimo come centri d’accoglienza se anche il sacerdote della basilica più importante ti consiglia l’ostello. Che la CHIESA se gli citofoni di notte ti risponde. Che come dice un mio amico si sono capovolti i RUOLI: loro fanno l’OFFERTA (10 euro) e noi il lavoro pratico. Ah, il prete aveva una bellissima automobile.

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La nuova America

novembre 6, 2008 · Lascia un commento

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Gaetana, il nuovo cd di Giusy Ferreri

ottobre 28, 2008 · 5 commenti

1. L’amore e basta! 
2. Novembre 
3. Stai fermo lì 
4. Non ti scordar mai di me 
5. Aria di vita 
6. Passione positiva 
7. La scala 
8. Pensieri 
9. In assenza

Uscita prevista: 14 novembre

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Giusy Ferreri su Novembre

ottobre 27, 2008 · Lascia un commento

Giusy Ferreri: «…nonostante non sia stato scritto da me, il testo di Novembre è molto autobiografico; è ispirato a vicende passate, perché adesso sto vivendo un periodo molto sereno e gratificante sia sul fronte artistico sia sul piano umano e sentimentale. Questo brano è più vicino al mio mondo rispetto al singolo precedente: parla sempre della fine di un amore, ma con minor romanticismo e maggior risolutezza nel riprendere il controllo della propria esistenza. È il mio atteggiamento quando devo affrontare situazioni simili nella vita reale»

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Rino De Maria, Rilassati un po’

ottobre 23, 2008 · Lascia un commento

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Rino De Maria, attacco battistiano

ottobre 22, 2008 · Lascia un commento

Ho scoperto di recente il giovane cantautore Rino De Maria. Il suo primo singolo è stato Rilassati un po’ . Sul suo MySpace sono attualmente in ascolto due brani: Sangue e cuore e Sarà così.
Proprio la seconda canzone, Sarà così, ha un attacco battistiano che ricorda Sì, viaggiare.

Ascolta qui, Sarà così: www.myspace.com/rinodemaria

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Roberto Casalino, Novembre, Giusy Ferreri

ottobre 21, 2008 · 2 commenti

A Novembre la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io restavo inerme

è uno dei distici musicali più belli degli ultimi anni.

Lo ha scritto Roberto Casalino, cantautore laziale quasi trentenne. Firma altri brani del primo album di Giusy Ferreri, di prossima uscita. Coautore con Tiziano Ferro del fortunatissimo Non ti scordar mai di me.

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Novembre, di Giusy Ferreri

ottobre 20, 2008 · 3 commenti

Ho difeso le mie scelte io ho
creduto nelle attese io ho
saputo dire spesso di no
con te non ci riuscivo.

Ho indossato le catene io ho
i segni delle pene lo so
che non volendo ricorderò
quel pugno nello stomaco.

A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io restavo inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.

A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa a novembre.

Ho dato fiducia al buio ma ora sto
in piena luce e in bilico tra estranei
che mi contendono la voglia di rinascere
A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io restavo inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.

A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa a novembre.

E tu parlavi senza dire niente
cercavo invano di addolcire quel retrogusto amaro
di una preannunciata fine

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